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Mi chiamo Davide Dacomo e sono un appassionato di design acustico e autocostruzione

PASSIONE

Questo sito è una raccolta di esperienze, esperimenti e progetti che hanno segnato il mio percorso nell’universo dell’audio. Nato come un semplice hobby, il mio interesse per l’acustica si è trasformato in un’avventura fatta di ricerca, costruzione e sperimentazione.

Il mio primo impianto stereo, ricevuto per il mio 18° compleanno, ha acceso in me una passione che nel tempo è cresciuta sempre di più. Da quel momento ho iniziato a collezionare riviste specializzate, libri tecnici e materiali di ogni genere, cercando di approfondire sempre di più la mia conoscenza del suono e della sua propagazione, diffusione e riproduzione.

Nel tempo ho costruito diversi prototipi di diffusori, spesso sparpagliando altoparlanti ovunque (con grande gioia dei miei genitori!). Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno incoraggiato e supportato, permettendomi di fare esperienze sempre nuove e di apprendere tecniche sempre più avanzate.

La mia carriera professionale mi ha portato a lavorare nell’insonorizzazione industriale, ricoprendo ruoli che spaziano dal tecnico per le misurazioni acustiche al progettista di manufatti fonoimpedenti. Nonostante il mio titolo di perito agrario, la mia vera passione è sempre stata l’acustica.

Oggi continuo a dedicarmi a questa passione per puro piacere personale, senza l’intenzione di trasformarla in un’attività commerciale. Nel sito troverete documentazioni e progetti che ho sviluppato nel corso degli anni, non come una vetrina, ma come un archivio di esperienze e soluzioni ingegneristiche.

Buona esplorazione!

ACUSTICA

Acustica & Ambienti: La Sfida della Riproduzione Perfetta

Nella progettazione di un impianto audio, il fattore più influente è l’ambiente in cui verrà installato. Spesso non si ha la possibilità di scegliere la stanza ideale e si devono affrontare vincoli come arredamento, illuminazione, disposizione degli spazi e, a volte, persino la moglie! 😆

Ottimizzare ogni dettaglio diventa fondamentale per ottenere il massimo dalla riproduzione sonora, a meno che non si possa progettare il sistema in funzione dell’ambiente stesso. Ed è proprio quello che faccio: ogni progetto è unico, studiato per risolvere problemi specifici e adattarsi perfettamente al contesto.

Dal momento che i diffusori acustici sono l’ultimo anello della catena audio e interagiscono direttamente con l’ambiente, una progettazione su misura può fare la differenza. I miei sistemi non sono solo casse, ma soluzioni integrate: possono armonizzarsi con il mobilio, essere appesi alle pareti o persino avere funzioni aggiuntive oltre a quella di riprodurre il suono.

Ancora più importante è la capacità di compensare o addirittura sfruttare i limiti dell’ambiente acustico. Questo significa realizzare diffusori che si fondono con lo spazio circostante, ottimizzando forma e dimensioni per evitare problemi di sovra o sottodimensionamento.

La mia specialità? Estrarre il massimo da piccoli altoparlanti, ottenendo prestazioni che solitamente si associano a modelli quattro volte più grandi! Ma, ovviamente, quando c’è da lavorare con i grandi calibri, non mi tiro certo indietro.

Di seguito troverete alcuni dei miei progetti, passati e presenti, che vi daranno un’idea delle infinite possibilità di design. Alcuni modelli come GENESIS, Urbis e Ibis hanno richiesto ricerche approfondite e persino brevetti sulle loro forme e meccanismi di funzionamento, a testimonianza dell’impegno e della passione che metto in questo hobby.

Ogni sistema è su misura, quindi difficilmente ne troverete due coppie identiche. Tuttavia, se siete curiosi di ascoltare uno dei miei progetti dal vivo, è possibile organizzare un incontro con il proprietario di uno di essi.

PROGETTI


Diffusori a labirinto, o "linea di trasmissione"



MINILAB

Minilab

Un diffusore a linea di trasmissione con una gamma bassa estesa fino a 30 Hz.

MIDILAB

Midilab

Doppia Potenza, Massima Dinamica e Profondità Sonora



SUPERLAB

Superlab

Il massimo della tecnologia a labirinto, con bassi fino a 15 Hz.

Regula 10

Regula10

L’Evoluzione del Suono Domestico con Precisione Assoluta




Diffusori Reflex ad alte prestazioni




Genesis

Genesis

Innovazione e potenza: il nuovo standard per diffusori reflex compatti



Ibis

Ibis

Sfida alla fisica: bassi profondi da un woofer ultra compatto



Ibis

Nubis

L'estremo della miniaturizzazione: suono Hi-Fi da un 10 cm



Ibis

MS-subsat

Un piccolo sistema Hi-Fi portatile che sfida ogni aspettativa



Urbis

Urbis

Un diffusore innovativo che fonde estetica, praticità e prestazioni audio



Ettore-mkII

Ettore-mkII

Un Diffusore con Woofer da 32 cm e Triplo Reflex per Bassi Straordinari

Questo diffusore, nasce come evoluzione del progetto originale ETTORE, del quale conserva invariati tutti i parametri di progetto, ma usufruisce delle conoscenze acquisite dal progettista durante 15 anni di studio e sperimentazione in questo campo. Si tratta di un sistema di diffusione facente uso di quattro altoparlanti per ciascun canale, ma la sua configurazione è parzialmente anticonvenzionale.



Si è infatti scelto di ricorrere ad alcuni trucchi acustici volti ad ottenere in primo luogo un’elevata capacità di sopportazione di potenza impulsiva indistorta: questo si traduce in un’ampia gamma dinamica ed una ridotta fatica di ascolto.

Requisito irrinunciabile in ogni sistema HI-FI degno di questo nome è inoltre quello di riprodurre ogni dettaglio possibile, comprese le informazioni di ambienza, quelle cioè che contribuiscono a ricreare l’illusione di trovarsi in un ambiente diverso da quello dove si sta ascoltando. Per ottenere questo risultato occorre avvalersi di altoparlanti veramente precisi, leggeri e veloci nel loro moto, ma nel contempo per ottenere un’illusione attendibile è necessario che sia riprodotto il più esteso spettro possibile di frequenze.

Quest’ultima condizione purtroppo è in contrasto con l'utilizzo di trasduttori di piccole dimensioni, poiché essi sono estremamente veloci e precisi e quindi idonei a restituire anche i più impercettibili dettagli del messaggio sonoro ma la loro estensione è molto limitata verso la parte bassa dello spettro audio.

In questa gamma di frequenze si trovano proprio quelle informazioni sonore che descrivono le dimensioni di un ambiente e quindi se esse non sono correttamente riprodotte otterremo una ricostruzione molto meno coinvolgente.

Per intenderci, una grande chiesa anche se immersa nel più completo silenzio colpisce il nostro udito ed il nostro sistema nervoso con un tappeto di frequenze bassissime, spesso subsoniche. Il nostro cervello dopo una veloce elaborazione dei vari tempi di arrivo delle riflessioni sulle pareti, ci dice che quella chiesa è effettivamente vasta quanto i nostri occhi ci stanno mostrando.

Se il sistema di diffusione che utilizziamo è ben progettato e realizzato, la registrazione di quell’apparente silenzio in quella chiesa molto grande una volta riprodotta a casa nostra ingannerà il cervello introducendo dei parametri che gli faranno credere di trovarsi anziché nel nostro salotto nella chiesa dove è avvenuta la registrazione.

Piccoli altoparlanti = alta risoluzione nei dettagli ma ridotta estensione in basso

Grandi altoparlanti = ottima estensione in basso ma inaccettabile lentezza in gamma media.



Si potrebbe pensare: e allora? Basta prevedere entrambi i tipi di altoparlanti ed assegnare a ciascuno il più adatto spettro ed il gioco è fatto !

Non funziona proprio così.

Il principio è esatto, ma sono necessarie particolari accortezze.

L’impiego di un elevato numero di altoparlanti implica una certa complicazione della costruzione del filtro ripartitore di frequenze con conseguenze nefaste sulla linearità e pulizia del segnale in uscita.

Ma il punto principale sta nel fatto che le migliori prestazioni assolute si ottengono con un sistema ad un solo altoparlante che in questo modo approssima al meglio la condizione di sorgente puntiforme di onde sferiche.

Solo così infatti si raggiunge la perfetta coerenza di fase a tutte le frequenze ed una uniforme dispersione del suono su tutti i piani.

Invece se si fa uso di più altoparlanti, nei punti dove le loro bande di lavoro si incontrano, sorgono delle discontinuità nella risposta in frequenza e nel tempo introducendo in più anche delle perturbazioni nell’uniformità della dispersione angolare.

Tutti questi inconvenienti si manifestano più marcatamente se vengono ad interessare la gamma di frequenze della voce, dove l’orecchio presenta la sua più alta sensibilità.

Possiamo allora minimizzare il danno realizzando un sistema che approssimi al massimo la condizione di sorgente puntiforme almeno in questo ambito di frequenze !

Questo si ottiene proprio con la configurazione di Ettore: tutta la gamma centrale è affidata ad un solo altoparlante di ottima qualità che funge in tal modo da larga banda e vero cuore del sistema.

Esso lavora da 90 a 3500 Hz, gamma addirittura più ampia del necessario, ma in questo modo abbiamo maggiore certezza che il nostro orecchio non si accorgerà del trucco.

Per riprodurre le frequenze bassissime è stato aggiunto un sub-woofer di caratteristiche professionali che unisce ad una ottima fedeltà e velocità di risposta ai segnali impulsivi (grazie alla sua bobina mobile da ben 50 mm di diametro) una estensione in basso da record ! Basti pensare che la sua risonanza è di 20 Hz.

Infine per la riproduzione delle frequenze alte, oltre i 3500 Hz si è scelto un tweeter a cupola morbida dal suono morbido, riposante ed omogeneo che si mimetizza perfettamente nel sistema arrivando a scomparire.

Il woofer ha un diametro di 32 cm e perciò muove con facilità grandi masse d’aria con ridotta distorsione.

Il medio invece ha un diametro di soli 13 cm e nella regione di transizione col woofer potrebbe avere della difficoltà (avendo una superficie di emissione di sei volte inferiore, la lotta è impari); non solo ma nella zona di transizione col tweeter la dispersione è molto diversa tra i due altoparlanti e questo introduce delle interferenze intollerabili.

Che fare ?

Semplice, usiamo due medi: uno sopra ed uno sotto al tweeter.

Con questo stratagemma, invenzione dell’ing. D’appolito, da cui prende il nome, si ottiene una superficie di radiazione doppia (Doppia tenuta in potenza e dinamica) in grado di tenere testa al grande woofer, ma cosa ben più importante si migliora la dispersione poiché essa diventa speculare rispetto al tweeter con in più il vantaggio di approssimare una sorgente puntiforme il cui centro virtuale di emissione coincide col tweeter stesso !

Bel colpo, con alcuni trucchi abbiamo ottenuto un sistema che si comporta come un monovia, a dispersione omogenea, con una formidabile estensione in basso ed in alto, ridotta distorsione ed alta dinamica.

Complimenti !

Magari questo fosse sufficiente, sarebbe bello.

In realtà in un diffusore acustico la configurazione degli altoparlanti ed il circuito separatore di frequenze svolgono solamente il 50 % del lavoro.

La restante parte, importantissima, consiste nel corretto posizionamento spaziale di ognuno degli altoparlanti all’interno del mobile, il materiale con cui il mobile è costruito, la forma del mobile, il rapporto tra le sue dimensioni interne, la qualità dei cavi di cablaggio e la loro sezione, la qualità dei componenti il filtro separatore, la quantità, la qualità e la disposizione del fonoassorbente che riveste le superfici interne del mobile.

In ultimo non bisogna neppure trascurare i vincoli: il diffusore deve essere virtualmente sospeso in aria, per non trasmettere vibrazioni al pavimento ed alle pareti.

Urbis




Procedendo con ordine, queste sono state le scelte effettuate per ciascuno dei punti nel progetto Ettore MK II:

Gli altoparlanti per le medie ed alte frequenze sono stati posizionati in modo che la sorgente virtuale di emissione si trovasse circa 10 cm più in alto delle orecchie di una persona seduta, così da ottenere l’impressione che il suono provenga dall’alto di un palcoscenico. Il woofer invece è stato sistemato in prossimità del pavimento in modo da scongiurare il rischio di possibili cancellazioni per interferenza con le riflessioni.

Inoltre si ottiene un gradito rinforzo delle frequenze bassissime facilitando il compito all’altoparlante stesso, che così può essere spremuto di meno, a tutto vantaggio della sua durata nel tempo.

Il mobile è costruito con i fianchi ed il cielo in legno massiccio lamellare di abete spesso 28 mm, con numerose nervature che ne impediscono la flessione altrimenti causata dalle sollecitazioni del woofer, il resto è realizzato in medium density fiberboard, sp. 19 mm, anch’esso dotato di nervature.

La forma del mobile, trapezoidale isoscele, riduce al minimo la formazione di onde stazionarie all’interno grazie al non parallelismo delle superfici; le dimensioni unitamente alla forma ed ai rinforzi interni rendono l’insieme particolarmente rigido e sordo, permettendo una più fedele riproduzione delle bassissime frequenze che risultano in tal modo estremamente definite, frenate e dinamiche.

I cavi elettrici che trasmettono il segnale dai morsetti d’ingresso al filtro separatore e da questo agli altoparlanti, sono del tipo industriale con sezione rispettivamente 4x10 mm2 e 4x6 mm2 , una cosa mai vista su nessun diffusore in commercio, neppure quelli da duecento milioni di lire.

Ecco evidenziato il cablaggio ed il materiale fonoassorbente.

Urbis


Primo piano del filtro cross-over per la via medioalta

Urbis


I condensatori che sono attraversati dal segnale sono bipolarizzati ad alta tensione di lavoro e bypassati con componenti in poliestere (sul medio); completamente in poliestere sul tweeter. Le induttanze attraversate dal segnale hanno una sezione del filo di ben 2,25 mm2 sul medio e 1,13 mm2 sul woofer. Questo dato può lasciare perplessi, ma data l’intrinseca lentezza del segnale a bassissima frequenza, si è ritenuto superfluo dimensionare maggiormente quest’ultimo componente.

Il materiale fonoassorbente è sistemato nel mobile senza ausilio di colla o chiodi, per permetterne l’eventuale asportazione o sostituzione senza problemi. Esso è disposto su tutte le superfici interne del vano del woofer in doppio strato con fogli semirigidi autoportanti rivestiti su entrambe le facce con velovetro antispolvero.

Il materiale qui impiegato è il Mupan della Isover, in fibra Telstar (la migliore in assoluto per prestazioni e per atossicità).

All’interno della cassa del medio trovano posto invece tre tipi di fonoassorbente:

Poliuretano espanso flessibile a celle aperte, per le frequenze medie

Cascami di lana naturale per le frequenze medio basse.

Fibra di vetro telstar per le frequenze più basse.

La faccia anteriore del mobile presenta una fresatura che alloggia il tweeter per portarlo perfettamente a filo del pannello e tutti i lati del frontale sono stondati.

La stondatura e la perfetta planarità del pannello frontale hanno lo scopo di ridurre al minimo gli effetti di diffrazione, così da ottenere la massima pulizia del messaggio sonoro.

Il mobile presenta quattro grandi piedi di appoggio, ma in realtà non poggia direttamente su questi, bensì su quattro ammortizzatori in gomma, la cui cedevolezza è calibrata, che sono celati al loro interno. Questo sistema di sospensione impedisce che le vibrazioni a bassa frequenza si propaghino lungo le strutture portanti della sala d’ascolto inquinando il segnale e disturbando il vicinato.

I morsetti di collegamento separati per woofer e medio-alti, sono in ottone dorato ed accettano cavi di abbondante sezione assicurando un perfetto e duraturo contatto.

Infine contro la polvere ed i raggi ultravioletti sono montate due tele in tessuto fonotrasparente asportabili indipendenti per woofer e medio-alti.

Ecco una curiosa vista del mobile prima dell’assemblaggio dei fianchi;potremmo chiamarla sezione.

Urbis


Bene, ora vi abbiamo tediato a sufficienza con questo trattato tecnico, è giunto il momento di passare all’ascolto del diffusore, in modo da assaporarne direttamente le particolari caratteristiche.

Troverete che il suono restituito abbia una piacevole intonazione morbida, di grande trasparenza.

Le alte frequenze sono estese e fluide, prive di asprezza, i piccoli strumenti a percussione sono "liquidi’.

La gamma media, vero punto forte del sistema, è veloce, dettagliata e potente.

Particolarmente convincente risulta la restituzione degli strumenti ad arco e a fiato, la voce umana, il pianoforte, la percussione.

La gamma bassa è unica nel suo genere, per la particolare generosità ed estensione, grazie ad un’accordo reflex posteriore di dimensioni enormi. Si ottiene un pedale d’organo che sorprende per la disinvoltura con la quale il sistema riproduce frequenze al limite dell’udibile con precisione e potenza, per poi zittirsi un’istante dopo.

Non avvertirete nessuna sbavatura o coda sonora, ascoltando forse per la prima volta una parte del messaggio che non avevate avuto l’opportunità di apprezzare nei vostri dischi preferiti.

Vi esortiamo anzi ad ascoltare proprio questi per primi e con maggiore attenzione, vi scoprirete dettagli mai notati prima.

È preferibile scegliere sempre incisioni effettuate con pochi microfoni ed in grandi ambienti; questo tipo di incisioni contiene moltissimi dettagli preziosi che contribuiscono alla naturalezza della riproduzione ed alla ricostruzione dell’ambiente originale da parte dei diffusori.

Sperimentate inoltre, se ne avete la possibilità, qualche brano di grande impatto sonoro, che manifesti cioè forti dislivelli tra i pianissimo ed i fortissimo: sarete piacevolmente sorpresi di ascoltare con quale precisione e delicatezza siano restituiti i segnali di debole intensità e con quale imponente impatto vi aggrediscano gli improvvisi pieni orchestrali, senza mai perdere la focalizzazione dell’immagine stereofonica o provocare fastidio ai timpani.

Queste particolari e rare prestazioni sono caratteristiche soltanto di sistemi del costo di svariati milioni (solitamente più di quindici) e derivano da una meticolosa messa a punto di ogni dettaglio progettuale, senza cedere ad inutili preziosismi come cavi argentati o mobili in granito.

Apro una parentesi per evidenziare come accada che proprio questi mobili in pietra servano per delle casse acustiche di dimensioni ridotte che ospitano altoparlanti di diametro mai superiore ai venti centimetri. Questa soluzione, a detta dei costruttori, servirebbe a ridurre al minimo le vibrazioni del mobile ed eliminare così ogni residua forma di colorazione.

Io sono del parere che sia inutile apprezzare ogni più minuscolo dettaglio del volo della mosca che è transitata in prossimità del microfono, quando questi sistemi (oltretutto costosissimi) non riproducono per nulla le prime due ottave del segnale musicale.

Ciò detto, concludo questa mia pretenziosa presentazione augurandovi migliaia di ore di tranquillo e godereccio ascolto col sistema Ettore MK II, che vi assicuro, è per molti aspetti unico ed in più praticamente eterno.





Caratteristiche tecniche



Sistema quasi tre vie con satellite e subwoofer integrati in un unico mobile

1 Woofer diametro 32 cm in carta corrugata con cerniera in gomma, bobina in filo di rame avvolto su supporto di carta diam 50 mm.

Tenuta in potenza 80 WRMS efficienza 94 dB 1W 1m impedenza 4 Ohm

Allineamento reflex posteriore a tre condotti Super Vent Tuning, brevettato, in mobile a prisma trapeziodale isoscele da 120 litri netti, accordo a 23 Hz.

2 Midrange diametro 13 cm in fibra di vetro impregnata con cerniera in gomma, bobina in filo di rame avvolta su supporto di alluminio diam 25 mm. Tenuta in potenza 80 WRMS caduno. Efficienza 90 dB 1W 1m impedenza 8 Ohm.

Allineamento reflex anteriore a condotto unico Super Vent Tuning, in mobile a prisma trapezoidale isoscele da 7 litri netti, accordo a 60 Hz.

1 Tweeter diametro 25 mm a cupola morbida in polimero con fonoassorbente sotto la cupola. Bobina in filo di alluminio ramato su supporto in alluminio, ferro fluido nel traferro per ottimizzare il raffreddamento e linearizzare l’impedenza. Tenuta in potenza (sotto filtro a 4000 Hz) 60 WRMS. Impedenza 4 Ohm.

Frequenze d’incrocio: 90 e 3500 Hz

Impedenza nominale: 4 Ohm

Tenuta in potenza: 80 WRMS , 250 W di picco (purché indistorto).

Risposta in frequenza: 20 Hz-16000 Hz +/- 3 dB; 16 Hz-20000Hz +/- 5 dB.

Efficienza del sistema: 95 dB 1W 1m in ambiente d’ascolto.

Dimensioni: 46 x 133 x 50 cm (LxHxP)

Peso: 46 Kg ogni diffusore.

Il migliore posizionamento dei diffusori si trova a 80-150 cm dalla parete posteriore, 150 cm o più dalle pareti laterali. Distanza tra i diffusori 250-350 cm, distanza ottimale d’ascolto 300-400 cm.

Da abbinare ad amplificatori da 80-200 W di potenza in grado di forti erogazioni di corrente ed alta dinamica e risoluzione. Particolarmente consigliati apparecchi con più di due transistor per ciascun canale e basso o nullo tasso di controreazione ed accoppiamento in continua

Impedenza ai morsetti, sub e sat insieme


Urbis


Risposta misurata nel punto d’ascolto


Urbis





Subwoofers


subwoofer

Il ruolo del sub nell'Home Theatre

Con l’avvento dell’Home Theatre, il subwoofer ha finalmente ottenuto la notorietà che meritava. Tuttavia, non tutti sanno esattamente cosa sia un subwoofer e quali siano i suoi compiti. Negli ultimi anni, molti appassionati di alta fedeltà e cinema in casa hanno deciso di acquistarlo, ma spesso senza un’adeguata consapevolezza.

Cos'è un subwoofer?

Un subwoofer è un altoparlante (o un diffusore) progettato per riprodurre frequenze infrasoniche, ovvero suoni talmente bassi che il nostro orecchio a malapena li percepisce, mentre il nostro corpo li avverte sotto forma di vibrazioni.

Perché è necessario?

Molte casse acustiche, soprattutto quelle compatte per Home Theatre, hanno una scarsa estensione in basso a causa delle loro dimensioni. Di conseguenza, la loro potenza sonora e dinamica risultano molto limitate.

Il subwoofer interviene in questo scenario, migliorando l’energia e la dinamica della riproduzione sonora grazie alla sua capacità di grande escursione della membrana e alla tenuta in potenza.

I falsi in commercio

La realtà del mercato, però, è ben diversa: la maggior parte dei subwoofer disponibili non sono veri subwoofer.

  • Molti utilizzano altoparlanti di diametro ridotto e hanno una scarsa estensione in basso.
  • Un subwoofer dovrebbe riprodurre frequenze sotto i 100-80 Hz e arrivare fino al limite inferiore dell’udibile (e oltre).
  • Il 90% dei modelli si ferma già a 50 Hz o anche prima, tagliando fuori l’intera prima ottava musicale e parte della seconda.

Queste frequenze basse sono essenziali per:

  • Rendere realistiche le esplosioni negli effetti speciali.
  • Restituire informazioni spaziali e sulla riverberazione dell’ambiente di registrazione.

Senza queste frequenze, il nostro cervello percepirà il suono come se fosse emesso in un ambiente molto piccolo o, peggio ancora, come se provenisse dal nulla.

La mia filosofia

I miei subwoofer sono progettati per raggiungere almeno i 20 Hz e sono disponibili con amplificatore interno, con o senza filtro elettronico.

Naturalmente, le loro dimensioni sono imponenti e richiedono spazio per essere posizionati correttamente, ma le prestazioni si avvicinano a quelle dei migliori subwoofer attivi servocontrollati al mondo.

Progetti futuri

Attualmente sto studiando una versione più compatta e servocontrollata che offra:

  • Uguale estensione in frequenza
  • Minore ingombro
  • Maggiore potenza installata
  • Minore distorsione

In rispetto alla mia filosofia il progetto sarà personalizzato in funzione delle dimensioni dell'ambiente si ascolto, del tipo di utilizzo (home teathre oppure Hi-Fi), dello spazio a disposizione ecc.

Modelli disponibili

Finora ho realizzato due modelli passivi con altoparlanti da 32 cm:

  • Un modello da 300 litri con 4 altoparlanti.
  • Un modello più compatto da 150 litri con 2 altoparlanti.

Entrambi offrono prestazioni identiche, ma il modello più piccolo ha una pressione sonora inferiore di 6 dB. In compenso, le sue dimensioni risultano più compatibili con gli ambienti domestici.



! novità !



Urbis

Urbis floor

La versione a pavimento del diffusore Urbis



Il mobile è stato realizzato in legno lamellare di Satiné, dalla vena estremamente elegante ed abbinabile alla maggior parte degli arredi.

La finitura è ottenuta con due mani di trasparente nitro lucido.

Ma le differenze non si fermano alla finitura ed al piedistallo, ben altre novità si celano alla vista; eccole:

Il nuovo mobile ora si sviluppa in profondità, offrendo migliore smorzamento delle riflessioni interne, inoltre per aumentare la rigidezza complessiva è stato introdotto un rinforzo che ha anche la funzione di deviare le onde propagantesi all’interno del mobile riducendo la formazione di onde stazionarie. L’interno è ora foderato con un nuovo tipo di fonoassorbente, dalle migliori prestazioni sonore, soprattutto in bassa frequenza.

Il filtro separatore di frequenze è stato mantenuto simile all’originale, ma ancora semplificato al fine di diminuire il percorso del segnale e facilitare il compito dell’amplificatore. Il risultato è una curva dell’impedenza ancora più piatta e leggermente aumentata, con il minimo sopra i 6 ohm. Sono stati eliminati i commutatori che equipaggiavano la versione Urbis-2, non più necessari dato il posizionamento a pavimento ed il cablaggio è stato eseguito con cavo rivestito in argento; l’induttore in serie al woofer è stato realizzato da me personalmente in aria con filo diam. 1,4 mm e presenta una resistenza di 0,2 ohm per un risultato eccezionale in termini di dinamica e smorzamento; il filtro del tweeter fa uso di un condensatore all’argento serie Premiumcap della RES di Druento, il miglior componente reperibile in Italia e l’induttanza in parallelo è avvolta con filo diam. 1 mm; infine tutti i restanti condensatori, anche se in parallelo ai trasduttori, sono in polipropilene a doppia metallizzazione.

Il filtro separatore è stato posizionato in un vano esterno al volume di lavoro del woofer e risulta quindi accessibile dall’esterno e dotato di un sistema di sgancio/aggancio rapido per una immediata possibilità di modifica o messa a punto.

I morsetti di collegamento sono in ottone massiccio dorato ed accettano stavolta sia filo spellato fino a 25 mm2 oppure spinotti a banana o forcelle.

Il mobile vero e proprio ed il piedistallo sono tra loro avvitati, permettendone il disassemblaggio e di conseguenza il diffusore può essere collocato a scaffale diventando una cassa chiusa.

Urbis



A causa della nuova politica commerciale della dita Audax, costruttrice degli altoparlanti usati per questo sistema, essi non sono più disponibili sul mercato; questo fa di Urbis floor un sistema unico ed irripetibile che fa della sua unicità un’ulteriore punto di valore.

Il sistema è stato ultimato nella prima settimana di agosto 2004, per cui è ancora in rodaggio, ma chi volesse ascoltarlo può contattarmi tramite il pulsante in fondo alla pagina.

Saranno presto disponibili i grafici delle misure effettuate ed una scheda tecnica con immagini di alta qualità.



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