Mi chiamo Davide Dacomo e sono un appassionato di design acustico e autocostruzione
Questo sito è una raccolta di esperienze, esperimenti e progetti che hanno segnato il mio percorso nell’universo dell’audio. Nato come un semplice hobby, il mio interesse per l’acustica si è trasformato in un’avventura fatta di ricerca, costruzione e sperimentazione.
Il mio primo impianto stereo, ricevuto per il mio 18° compleanno, ha acceso in me una passione che nel tempo è cresciuta sempre di più. Da quel momento ho iniziato a collezionare riviste specializzate, libri tecnici e materiali di ogni genere, cercando di approfondire sempre di più la mia conoscenza del suono e della sua propagazione, diffusione e riproduzione.
Nel tempo ho costruito diversi prototipi di diffusori, spesso sparpagliando altoparlanti ovunque (con grande gioia dei miei genitori!). Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno incoraggiato e supportato, permettendomi di fare esperienze sempre nuove e di apprendere tecniche sempre più avanzate.
La mia carriera professionale mi ha portato a lavorare nell’insonorizzazione industriale, ricoprendo ruoli che spaziano dal tecnico per le misurazioni acustiche al progettista di manufatti fonoimpedenti. Nonostante il mio titolo di perito agrario, la mia vera passione è sempre stata l’acustica.
Oggi continuo a dedicarmi a questa passione per puro piacere personale, senza l’intenzione di trasformarla in un’attività commerciale. Nel sito troverete documentazioni e progetti che ho sviluppato nel corso degli anni, non come una vetrina, ma come un archivio di esperienze e soluzioni ingegneristiche.
Buona esplorazione!
Nella progettazione di un impianto audio, il fattore più influente è l’ambiente in cui verrà installato. Spesso non si ha la possibilità di scegliere la stanza ideale e si devono affrontare vincoli come arredamento, illuminazione, disposizione degli spazi e, a volte, persino la moglie! 😆
Ottimizzare ogni dettaglio diventa fondamentale per ottenere il massimo dalla riproduzione sonora, a meno che non si possa progettare il sistema in funzione dell’ambiente stesso. Ed è proprio quello che faccio: ogni progetto è unico, studiato per risolvere problemi specifici e adattarsi perfettamente al contesto.
Dal momento che i diffusori acustici sono l’ultimo anello della catena audio e interagiscono direttamente con l’ambiente, una progettazione su misura può fare la differenza. I miei sistemi non sono solo casse, ma soluzioni integrate: possono armonizzarsi con il mobilio, essere appesi alle pareti o persino avere funzioni aggiuntive oltre a quella di riprodurre il suono.
Ancora più importante è la capacità di compensare o addirittura sfruttare i limiti dell’ambiente acustico. Questo significa realizzare diffusori che si fondono con lo spazio circostante, ottimizzando forma e dimensioni per evitare problemi di sovra o sottodimensionamento.
La mia specialità? Estrarre il massimo da piccoli altoparlanti, ottenendo prestazioni che solitamente si associano a modelli quattro volte più grandi! Ma, ovviamente, quando c’è da lavorare con i grandi calibri, non mi tiro certo indietro.
Di seguito troverete alcuni dei miei progetti, passati e presenti, che vi daranno un’idea delle infinite possibilità di design. Alcuni modelli come GENESIS, Urbis e Ibis hanno richiesto ricerche approfondite e persino brevetti sulle loro forme e meccanismi di funzionamento, a testimonianza dell’impegno e della passione che metto in questo hobby.
Ogni sistema è su misura, quindi difficilmente ne troverete due coppie identiche. Tuttavia, se siete curiosi di ascoltare uno dei miei progetti dal vivo, è possibile organizzare un incontro con il proprietario di uno di essi.
Con l’avvento dell’Home Theatre, il subwoofer ha finalmente ottenuto la notorietà che meritava. Tuttavia, non tutti sanno esattamente cosa sia un subwoofer e quali siano i suoi compiti. Negli ultimi anni, molti appassionati di alta fedeltà e cinema in casa hanno deciso di acquistarlo, ma spesso senza un’adeguata consapevolezza.
Un subwoofer è un altoparlante (o un diffusore) progettato per riprodurre frequenze infrasoniche, ovvero suoni talmente bassi che il nostro orecchio a malapena li percepisce, mentre il nostro corpo li avverte sotto forma di vibrazioni.
Molte casse acustiche, soprattutto quelle compatte per Home Theatre, hanno una scarsa estensione in basso a causa delle loro dimensioni. Di conseguenza, la loro potenza sonora e dinamica risultano molto limitate.
Il subwoofer interviene in questo scenario, migliorando l’energia e la dinamica della riproduzione sonora grazie alla sua capacità di grande escursione della membrana e alla tenuta in potenza.
La realtà del mercato, però, è ben diversa: la maggior parte dei subwoofer disponibili non sono veri subwoofer.
Queste frequenze basse sono essenziali per:
Senza queste frequenze, il nostro cervello percepirà il suono come se fosse emesso in un ambiente molto piccolo o, peggio ancora, come se provenisse dal nulla.
I miei subwoofer sono progettati per raggiungere almeno i 20 Hz e sono disponibili con amplificatore interno, con o senza filtro elettronico.
Naturalmente, le loro dimensioni sono imponenti e richiedono spazio per essere posizionati correttamente, ma le prestazioni si avvicinano a quelle dei migliori subwoofer attivi servocontrollati al mondo.
Attualmente sto studiando una versione più compatta e servocontrollata che offra:
In rispetto alla mia filosofia il progetto sarà personalizzato in funzione delle dimensioni dell'ambiente si ascolto, del tipo di utilizzo (home teathre oppure Hi-Fi), dello spazio a disposizione ecc.
Finora ho realizzato due modelli passivi con altoparlanti da 32 cm:
Entrambi offrono prestazioni identiche, ma il modello più piccolo ha una pressione sonora inferiore di 6 dB. In compenso, le sue dimensioni risultano più compatibili con gli ambienti domestici.
Il mobile è stato realizzato in legno lamellare di Satiné, dalla vena estremamente elegante ed abbinabile alla maggior parte degli arredi.
La finitura è ottenuta con due mani di trasparente nitro lucido.
Ma le differenze non si fermano alla finitura ed al piedistallo, ben altre novità si celano alla vista; eccole:
Il nuovo mobile ora si sviluppa in profondità, offrendo migliore smorzamento delle riflessioni interne, inoltre per aumentare la rigidezza complessiva è stato introdotto un rinforzo che ha anche la funzione di deviare le onde propagantesi all’interno del mobile riducendo la formazione di onde stazionarie. L’interno è ora foderato con un nuovo tipo di fonoassorbente, dalle migliori prestazioni sonore, soprattutto in bassa frequenza.
Il filtro separatore di frequenze è stato mantenuto simile all’originale, ma ancora semplificato al fine di diminuire il percorso del segnale e facilitare il compito dell’amplificatore. Il risultato è una curva dell’impedenza ancora più piatta e leggermente aumentata, con il minimo sopra i 6 ohm. Sono stati eliminati i commutatori che equipaggiavano la versione Urbis-2, non più necessari dato il posizionamento a pavimento ed il cablaggio è stato eseguito con cavo rivestito in argento; l’induttore in serie al woofer è stato realizzato da me personalmente in aria con filo diam. 1,4 mm e presenta una resistenza di 0,2 ohm per un risultato eccezionale in termini di dinamica e smorzamento; il filtro del tweeter fa uso di un condensatore all’argento serie Premiumcap della RES di Druento, il miglior componente reperibile in Italia e l’induttanza in parallelo è avvolta con filo diam. 1 mm; infine tutti i restanti condensatori, anche se in parallelo ai trasduttori, sono in polipropilene a doppia metallizzazione.
Il filtro separatore è stato posizionato in un vano esterno al volume di lavoro del woofer e risulta quindi accessibile dall’esterno e dotato di un sistema di sgancio/aggancio rapido per una immediata possibilità di modifica o messa a punto.
I morsetti di collegamento sono in ottone massiccio dorato ed accettano stavolta sia filo spellato fino a 25 mm2 oppure spinotti a banana o forcelle.
Il mobile vero e proprio ed il piedistallo sono tra loro avvitati, permettendone il disassemblaggio e di conseguenza il diffusore può essere collocato a scaffale diventando una cassa chiusa.
A causa della nuova politica commerciale della dita Audax, costruttrice degli altoparlanti usati per questo sistema, essi non sono più disponibili sul mercato; questo fa di Urbis floor un sistema unico ed irripetibile che fa della sua unicità un’ulteriore punto di valore.
Il sistema è stato ultimato nella prima settimana di agosto 2004, per cui è ancora in rodaggio, ma chi volesse ascoltarlo può contattarmi tramite il pulsante in fondo alla pagina.
Saranno presto disponibili i grafici delle misure effettuate ed una scheda tecnica con immagini di alta qualità.
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